Storia e Metodo del Design
di Federico Galluzzi
Parlando di complementi di arredo, mobili e lampade sulle nostre testate, da sempre diamo spazio e visibilità ai soliti noti, ovvero alle aziende produttrici e a chi li disegna.
E a tal proposito al MUDEC di Milano, durante la premiazione di un noto concorso rivolto a giovani studenti di Design e a Professionisti affermati, scambiavo due chiacchere con Graziella e Renzo Fauciglietti, titolari della Fauciglietti Engineering di Cantù lo scorso settembre. Renzo, il presidente, mi spiegava come il successo di qualsiasi prodotto o azienda, specialmente sui mercati internazionali, passa per un design di qualità, fondato su una progettazione accurata e uno sviluppo rigoroso. Dunque esaltava il ruolo fondamentale che l’ingegnerizzazione del prodotto gioca sulla bontà del suo progetto. Ed è questo il lavoro svolto da Fauciglietti Engineering, un’attività che conta più di 1000 progetti, consulenze, ricerche e prodotti realizzati per importanti firme del design italiano d’autore.
Da questo incontro e dalla lettura del libro Fauciglietti Engeneering – Storia e metodo del design, scritto da Giampiero Bosoni, edito da Silvana Editoriale, che conservo gelosamente sulla mia scrivania, nasce questo Speciale. Un libro che attraversa e analizza nei dettagli, a partire dal 1989, quasi 40 anni di progetti di ingegnerizzazione. Uno Speciale Engineering che vuol essere un piccolo riassunto dei principali progetti pubblicati, per svelare questa parte fondamentale della progettazione. Un aspetto che tante volte viene trascurato nel raccontare come il prodotto, sia esso un mobile, un complemento d’arredo oppure una lampada, sia stato pensato, progettato e infine concepito e prodotto.
Nel marzo 1986, dopo che Renzo Fauciglietti lasciò il suo incarico dirigenziale alla Skipper, la nuova attività, che prese il nome di Studio OK, comprese sin da subito che nel distretto della Brianza e in diverse aziende leader sparse in Italia ed Europa, i tempi erano maturi per produrre e commercializzare mobili e oggetti di design di alta qualità. Tuttavia, molte di queste aziende, essendo di piccole dimensioni, non erano strutturalmente né culturalmente pronte per realizzare una vera innovazione di prodotto e di processo. Fu così che creando servizi qualificati e adatti a questo scopo, lo Studio poteva offrire il proprio supporto a queste realtà, aiutandole a crescere e diventare importanti industrie di prodotti di design. Dopo tre anni di sperimentazioni positive con alcune imprese lombarde, nel 1989 venne costituita la Fauciglietti Engineering.
Con il tempo, la società si strutturò adeguatamente e con il passare degli anni divenne il primo centro di ricerca indipendente in Italia nel settore del mobile. La prima felice intuizione alla Fauciglietti fu quella di inventare una metodologia di lavoro che consentisse di procedere con sicurezza, creatività e razionalità nello svolgimento dei diversi incarichi che venivano assunti dai clienti, attraverso un metodo flessibile ed idoneo per il concept, la progettazione, l’engineering e lo sviluppo di oggetti di design di qualità. In tutti questi anni, Fauciglietti Engineering ha operato in diversi settori del design, cercando sempre di essere un passo avanti, possedendo nel proprio DNA una visione complessiva dei molteplici problemi che un nuovo prodotto deve affrontare prima di arrivare con successo sul mercato.
Grazie ad una visione olistica nella progettazione e nello sviluppo dei prodotti di design ha potuto collaborare con tanti studi affermati di design, sia italiani che internazionali, per confrontarsi su idee, concetti, metodologie progettuali e approcci ai problemi, nonché sull’analisi dei risultati. Questo scambio di esperienze ha permesso di ampliare orizzonti e arricchire le competenze. L’auspicio è che, in futuro, l’esperienza e l’esempio della Fauciglietti Engineering possano essere fonte di ispirazione per le nuove generazioni, per studiosi, imprenditori e per il grande pubblico.
Graziella e Renzo Fauciglietti
Produzione: Making Glass 1987-1989
I rapporti della Fauciglietti con Making Glass, azienda specializzata nella produzione di vetro piano, è l’occasione per dare il via a un progetto per la tedesca Interprofil, da queste relazioni nasce una collezione di tavoli.
Tra i progetti dell’inizio della vostra carriera c’è un tavolo che ancora oggi utilizzate nel vostro studio e al quale siete molto affezionati. Come nasce questo progetto?
Nasce da una serie di relazioni e conoscenze acquisite nel tempo. Conoscevamo già il signor Luigi Vago, il titolare della ditta Making Glass, che era il nostro fornitore di riferimento per vetri piani. Nello stesso periodo avevamo conosciuto anche i titolari della ditta tedesca lnterprofil, un’importante società tedesca ben introdotta sul mercato europeo che era interessata alla commercializzazione di tavoli di buon design.
Quali prodotti nacquero da questa collaborazione, e come seguiste il progetto?
Ci occupammo del concept, e della prototipazione. Facendo riferimento ai nostri artigiani di riferimento presentammo i prototipi, e dopo poco tempo i tavoli Trivello e Trilite andarono in produzione. Trilite prende il nome dalla forma “trilitica” della struttura ottenuta tramite la lavorazione di un robusto profilo di acciaio a T. L’innovazione sta nell’applicare a questa struttura alcuni tagli e piegature che permettono di mantenere la forma, senza che sia necessario un costoso processo di saldatura. Il piano di vetro di trilite è fissato alla struttura tramite l’incollaggio con colle strutturali su platorelli in acciaio inox. Trivello, invece ha piani in essenze pregiate di legno massello, in cui vengono incastrate le gambe, anche in questo caso ottenute da profili a T in acciaio. Tutti e due i progetti erano stati sviluppati in modo che differenti componenti fossero facilmente smontabili e assemblabili, così da garantire imballaggi piatti dal volume ridotto.
In senso di critica e di stampa questi progetti vennero molto apprezzati. Furono presentati in un bellissimo showroom della ditta lnterprofil a Colonia e selezionati per l’ADI Compasso d’Oro, tuttavia hanno avuto una vita breve come prodotti industriali, perché i soci della lnterprofil si separarono, senza dare seguito alla produzione. Ma come prodotti su misura questi progetti hanno avuto vita più lunga. Al contrario di molti progetti del design italiano nati come pezzi su misura e diventati poi di produzione industriale, questi hanno fatto il viaggio opposto, diventato in un secondo tempo pezzi realizzati ad hoc per molti interni che abbiamo progettato.