Design Tobia Scarpa, 1968 – Edizione Limitata in onice, 2025
“Il racconto di questa lampada nasce dal mondo del marmo, materiale antico per il quale si ricercava un percorso di innovazione per il futuro. Il nostro progetto in quel momento conteneva gli stimoli necessari all’evoluzione tecnologica delle macchine per lavorare il materiale e, al contempo, ne integrava le istanze traducendole in forma. All’epoca abbiamo dovuto industriarci costruendo gli strumenti per poter realizzare il prodotto, oggi invece queste macchine esistono e sono state migliorate per lavorare anche i materiali più delicati. Penso che questa lampada racchiuda una sintesi di conoscenza, consapevolezza, invenzione e forse una piccola parte di poesia, infatti l’abbiamo chiamata Biagio, come omaggio al poeta.” Tobia Scarpa
Flos rende omaggio a Tobia Scarpa, grande autore e maestro indiscusso del design italiano, realizzando una limited edition di 150 pezzi numerati della celebre Biagio (1968).
La nuova variante in onice è realizzata con la stessa tecnica e nella medesima fabbrica dove viene realizzata la versione classica in marmo di Carrara. Ne conserva tutte le caratteristiche di prodotto ma la preziosa e rara pietra dal colore giallo miele, simile all’ambra, conferisce alla lampada una luce calda e profonda e un’inedita matericità, la cui bellezza è enfatizzata proprio dalla forma e dalla tecnica di produzione. Ogni pezzo è una rara armonia tra la perfezione della natura e l’arte dell’uomo.
Biagio nasce da un blocco unico di marmo bianco Statuario di Carrara che viene scavato internamente attraverso tecniche avanzate di fresatura. ll disco viene poi sagomato al centro disegnando una forma circolare che corrisponde alla base e quindi tagliato in due pezzi che diventano altrettante lampade. Alle tecnologie moderne si affianca il sapiente lavoro dell’uomo: mani di artigiani qualificati lucidano a specchio la superficie per ottenere una finitura impeccabile.
La fonte luminosa viene inserita all’interno della parte concava, creando un effetto che sfrutta la traslucenza del materiale e che accarezza le venature del marmo mostrando l’anima della materia.
Tobia Scarpa sfida le forme convenzionali e trasforma un oggetto quotidiano in un’opera scultorea al confine tra arte e design. La lampada Biagio, il cui nome è un tributo al poeta e amico Biagio Marin, è un esempio della sua profonda comprensione del materiale e della capacità di fare innovazione all’interno di processi produttivi consolidati ma implementati in un sistema più efficiente.
Ognuno degli esemplari numerati riporta un label adesivo con il numero seriale della lampada e la firma dell’autore. Presenta un solido packaging costituito da una cassa in legno con interni in cartone, completamente privo di plastica. Dentro è posto un booklet descrittivo e un certificato di autenticità della lampada che riporta un’etichetta gemella con un NFC a ulteriore protezione e garanzia.
Lampada da tavolo a luce diretta e indiretta, con distribuzione asimmetrica e intensità luminosa variabile. Materiali: onice. Fonte luminosa: LED (E27, 2700 kelvin)
Celeberrimo architetto e designer veneziano, classe 1935, Tobia Scarpa lega inscindibilmente la sua attività professionale ad aziende che hanno fatto la storia del design italiano. Tra queste Flos. In una dinamica biunivoca con Sergio Gandini prima e con il figlio Piero poi, Scarpa entra nei processi produttivi introducendo materiali nuovi o antichi, interpretati con la straordinaria conoscenza di chi padroneggia e capisce materie e tecniche. Per la ricerca continua e appassionata che ne ha guidato i progetti, si attribuisce al suo design una predominanza poetica, ma ciò è conseguenza del saper guardare oltre la convenzione e della tensione verso qualcosa che incuriosisce. Così sono nati oggetti anti-convenzionali, indipendenti da mode o ideologie, che hanno trovato nella tecnica e nella funzione il lato espressivo.
Tobia Scarpa, insieme alla partner professionale e di vita Afra Bianchin (1937-2011), è una colonna portante della storia Flos dalla sua fondazione nel 1962 fino agli anni ’90, donando una produzione tanto ricca di icone, di stimoli progettuali e di innovazioni di processo da essere difficilmente riassumibile o classificabile.