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Speciale Engineering

6 Luglio 2026

Storia e Metodo del Design

 

2^ Parte

di Federico Galluzzi

Parlando di complementi di arredo, mobili e lampade sulle nostre testate, da sempre diamo spazio e visibilità ai soliti noti, ovvero alle aziende produttrici e a chi li disegna.

Dall’incontro con Graziella e Renzo Fauciglietti, titolari della Fauciglietti Engineering di Cantù e dalla lettura del libro Fauciglietti Engeneering – Storia e metodo del design, scritto da Giampiero Bosoni, edito da Silvana Editoriale, che conservo gelosamente sulla mia scrivania, nasce questo Speciale. Questo libro attraversa e analizza nei dettagli, a partire dal 1989, quasi 40 anni di progetti di ingegnerizzazione. Renzo, il presidente, mi spiegava come il successo di qualsiasi prodotto o azienda, specialmente sui mercati internazionali, passa per un design di qualità, fondato su una progettazione accurata e uno sviluppo rigoroso. Dunque esaltava il ruolo fondamentale che l’ingegnerizzazione del prodotto gioca sulla bontà del suo progetto.

Questo Speciale Engineering vuol essere un piccolo riassunto dei principali progetti pubblicati, per svelare questa parte fondamentale della progettazione. Un aspetto che tante volte viene trascurato nel raccontare come il prodotto, sia esso un mobile, un complemento d’arredo oppure una lampada, sia stato pensato, progettato e infine concepito e prodotto.

Fauciglietti Engineering, Storia e Metodo del Design

Fauciglietti Engineering ha operato in diversi settori del design, cercando sempre di essere un passo avanti, possedendo nel proprio DNA una visione complessiva dei molteplici problemi che un nuovo prodotto deve affrontare prima di arrivare con successo sul mercato. Grazie ad una visione olistica nella progettazione e nello sviluppo dei prodotti di design ha potuto collaborare con tanti studi affermati di design, sia italiani che internazionali, per confrontarsi su idee, concetti, metodologie progettuali e approcci ai problemi, nonché sull'analisi dei risultati. Questo scambio di esperienze ha permesso di ampliare orizzonti e arricchire le competenze. L'auspicio è che, in futuro, l'esperienza e l'esempio della Fauciglietti Engineering possano essere fonte di ispirazione per le nuove generazioni, per studiosi, imprenditori e per il grande pubblico.

 

Lampada Pentax e altri progetti

Design: Giambattista Bellagamba, Renzo Fauciglietti

Produzione: Bellagamba, 1986

La collaborazione nel progetto del sistema di illuminazione Pentax per Giambattista Bellagamba rappresenta uno dei primi progetti dello Studio OK volti allo sviluppo di un'azienda attraverso la ricerca sui prodotti e la loro ingegnerizzazione.

 

Ripercorrendo la vostra storia, proprio all’inizio delle vostre attività mi hai parlato della collaborazione con Giambattista Bellagamba. Perché questa collaborazione diede l’avvio in un certo senso alle vostre ricerche metodologiche e progettuali.

Conoscevo Giambattista Bellagamba da molti anni, era direttore di un negozio Pasini in corso Manforte a Milano diventato poi negozio Skipper. Tra di noi c'era un legame di stima, mutato poi in amicizia. Più o meno nello stesso periodo in cui Graziella ed io aprimmo lo Studio Ok Giambattista scelse di dare il via al suo progetto imprenditoriale con il sistema d'illuminazione Pentax, e gli venne naturale pensare a noi affidandoci lo sviluppo dei prodotti. Si trattava di applicare le nostre intuizioni a un progetto imprenditoriale.

 

Quindi non è stata una collaborazione incentrata sul singolo prodotto, ma sullo sviluppo di un’intera collezione. e quindi del marchio.

Sì, esatto. Accettammo con molto entusiasmo proprio perché sapevamo che non avremmo dovuto solo occuparci del design, ma anche di cercare i produttori, coordinarli e seguire le varie fasi della produzione. Quando fondammo lo Studio Ok, eravamo consapevoli che i tempi erano maturi per il servizio che volevamo offrire. La Bellagamba rientrava appieno in quelle piccole aziende desiderose di crescere che dovevano avvalersi di consulenze specializzate per lo sviluppo.

 

Quale erano le tipologie di prodotti sulle quali lavoraste?

Lavorammo a differenti progetti e differenti tipologie di prodotto. Il primo progetto riguardò una collezione di scrittoi direzionali che grazie all'aumento delle dimensioni potevano diventare tavoli da riunione e i relativi mobili di servizio La complessità in quel caso fu quella di trovare un bravo ebanista, capace di gestire la produzione di pezzi dalla geometria complessa. Dopo differenti ricerche collaborammo con Riva 1920. Riva realizzò le campionature che furono esposte nello showroom Bellagamba in via Visconti di Modrone a Milano, ottenendo un buon riscontro dal pubblico.

 

Fu anche un’occasione per confrontarvi con produzioni che non erano quelle tipiche del settore del prodotto d’arredo sul quale avevate già esperienza professionale?

In effetti lavoravamo per la prima volta su un sistema d'illuminazione: una famiglia di lampade, in seguito denominata Pentax, basata sostanzialmente sull'utilizzo di un estruso pentagonale in alluminio. La conformazione geometrica dell'oggetto garantiva la resistenza strutturale. Questa caratteristica ci permise di elaborare un modello da terra con base in marmo che arrivava sino a due metri di altezza, per permettere un'ottima illuminazione ambientale. L'estruso in alluminio con quella sezione mostrava anche altri vantaggi significativi come, per esempio, consentire al suo interno l'allocazione di differenti attacchi per la luce, quali lampade alogene, lampade Edison E47 o fluorescenti, oppure al posto della lampada potevano anche essere posizionati vasi. Con sole tre variazioni di taglio della base si potevano produrre differenti varianti che permettevano l'installazione a parete, sugli angoli e sugli spigoli.

 

Anche per la Pentax vi siete occupati voi dello sviluppo e della sua produzione?

Seguimmo tutto, dall'ingegnerizzazione, alla produzione degli stampi e in seguito anche le fasi di controllo e collaudo IMQ e UL che ne permettevano la distribuzione su tutti i mercati internazionali. Nel corso del tempo questa formula è diventata per noi una pratica costante: occuparci di tutti gli aspetti del prodotto, seguendone anche le fasi finali di collaudo.

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