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Speciale Engineering Italian Lighting e Compolux

12 Gennaio 2026

Storia e Metodo del Design

di Federico Galluzzi

 

Parlando di complementi di arredo, mobili e lampade sulle nostre testate, da sempre diamo spazio e visibilità ai soliti noti, ovvero alle aziende produttrici e a chi li disegna.

E a tal proposito al MUDEC di Milano, durante la premiazione di un noto concorso rivolto a giovani studenti di Design e a Professionisti affermati, scambiavo due chiacchere con Graziella e Renzo Fauciglietti, titolari della Fauciglietti Engineering di Cantù lo scorso settembre. Renzo, il presidente, mi spiegava come il successo di qualsiasi prodotto o azienda, specialmente sui mercati internazionali, passa per un design di qualità, fondato su una progettazione accurata e uno sviluppo rigoroso. Dunque esaltava il ruolo fondamentale che l’ingegnerizzazione del prodotto gioca sulla bontà del suo progetto. Ed è questo il lavoro svolto da Fauciglietti Engineering, un’attività che conta più di 1000 progetti, consulenze, ricerche e prodotti realizzati per importanti firme del design italiano d’autore.

Da questo incontro e dalla lettura del libro Fauciglietti Engeneering – Storia e metodo del design, scritto da Giampiero Bosoni, edito da Silvana Editoriale, che conservo gelosamente sulla mia scrivania, nasce questo Speciale. Un libro che attraversa e analizza nei dettagli, a partire dal 1989, quasi 40 anni di progetti di ingegnerizzazione. Uno Speciale Engineering che vuol essere un piccolo riassunto dei principali progetti pubblicati, per svelare questa parte fondamentale della progettazione. Un aspetto che tante volte viene trascurato nel raccontare come il prodotto, sia esso un mobile, un complemento d’arredo oppure una lampada, sia stato pensato, progettato e infine concepito e prodotto.

 

Fauciglietti Engineering, Storia e Metodo del Design

Nel marzo 1986, dopo che Renzo Fauciglietti lasciò il suo incarico dirigenziale alla Skipper, la nuova attività, che prese il nome di Studio OK, comprese sin da subito che nel distretto della Brianza e in diverse aziende leader sparse in Italia ed Europa, i tempi erano maturi per produrre e commercializzare mobili e oggetti di design di alta qualità. Tuttavia, molte di queste aziende, essendo di piccole dimensioni, non erano strutturalmente né culturalmente pronte per realizzare una vera innovazione di prodotto e di processo. Fu così che creando servizi qualificati e adatti a questo scopo, lo Studio poteva offrire il proprio supporto a queste realtà, aiutandole a crescere e diventare importanti industrie di prodotti di design. Dopo tre anni di sperimentazioni positive con alcune imprese lombarde, nel 1989 venne costituita la Fauciglietti Engineering.

Con il tempo, la società si strutturò adeguatamente e con il passare degli anni divenne il primo centro di ricerca indipendente in Italia nel settore del mobile. La prima felice intuizione alla Fauciglietti fu quella di inventare una metodologia di lavoro che consentisse di procedere con sicurezza, creatività e razionalità nello svolgimento dei diversi incarichi che venivano assunti dai clienti, attraverso un metodo flessibile ed idoneo per il concept, la progettazione, l’engineering e lo sviluppo di oggetti di design di qualità. In tutti questi anni, Fauciglietti Engineering ha operato in diversi settori del design, cercando sempre di essere un passo avanti, possedendo nel proprio DNA una visione complessiva dei molteplici problemi che un nuovo prodotto deve affrontare prima di arrivare con successo sul mercato.

Grazie ad una visione olistica nella progettazione e nello sviluppo dei prodotti di design ha potuto collaborare con tanti studi affermati di design, sia italiani che internazionali, per confrontarsi su idee, concetti, metodologie progettuali e approcci ai problemi, nonché sull’analisi dei risultati. Questo scambio di esperienze ha permesso di ampliare orizzonti e arricchire le competenze. L’auspicio è che, in futuro, l’esperienza e l’esempio della Fauciglietti Engineering possano essere fonte di ispirazione per le nuove generazioni, per studiosi, imprenditori e per il grande pubblico.

 

Lampade Cuore e Onda

Design, engineering, development: Graziella e Renzo Fauciglietti

Produzione: Marino Cristal, 2001

Ripensando alla collaborazione con Marino Cristal, Renzo Fauciglietti offre un consiglio ai giovani progettisti: li invita a valutare la complessità del lavoro in tutti i suoi aspetti, vedendola come un’opportunità per comprendere appieno le dinamiche del progetto.

 

Come nacque il rapporto con Marino Cristal, una delle aziende di illuminotecnica con la quale avete collaborato?

Incontrammo Marco Galassi in una visita presso la loro sede di San Marino e ci affidò l’incarico della progettazione e dello sviluppo di alcune collezioni di lampade: il design, l’engineering e lo sviluppo li avremmo dovuti gestire interamente presso la nostra sede di Cantù, selezionando anche tutti i fornitori. L’azienda aveva un’impostazione prevalentemente commerciale, non si occupava della produzione direttamente, si basava soprattutto sull’importazione di manufatti in cristallo di Boemia. Però aveva delle ottime premesse rispetto al porsi sul mercato, in quanto aveva già stretto dei contatti con rappresentati specializzati e partecipava alle principali fiere del settore.

 

La vostra fu una consulenza molto ampia quindi, in cui il progetto era parte di un desiderio più vasto da parte dell’azienda. Ripensando a questo percorso progettuale, quale consiglio dareste ai giovani progettisti desiderosi di intraprendere un percorso di consulenza?

Bisogna innanzitutto essere coscienti che il lavoro sarà impegnativo, perché bisogna occuparsi di molti aspetti differenti, derivanti dalla multidisciplinarietà delle fasi necessarie per il completamento del progetto e la sua messa in produzione. Inoltre, bisogna essere consapevoli che parte del successo commerciale di un prodotto è contenuto nel progetto stesso. Seguire la produzione, il rapporto con i fornitori, per quanto complesso, è altamente formativo perché si comprende la complessità della produzione, l’importanza degli investimenti e dei costi dell’industrializzazione di un prodotto.

 

Quanti prodotti nacquero da questa collaborazione?

Due collezioni di prodotti Cuore e Onda, entrate in produzione nel 2002, dopo circa un anno di sviluppo e dopo le fasi di certificazione IMQ. Entrambi i prodotti avevano una certa complessità in quanto prevedevano l’utilizzo di tecnologie diverse come il vetro soffiato di Murano per la collezione Cuore e quello termoformato per la collezione Onda; inoltre vennero realizzate matrici idonee per l’estrusione di profilati di alluminio. In virtù di queste caratteristiche tecniche era importante fare una selezione molto accurata dei fornitori, che dovevano essere specializzati nel loro comparto e avere esperienza nel settore delle lampade decorative.

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