L’equilibrio tra conservazione, valorizzazione e smart lighting
ASSIL, in collaborazione con AIDI, nell’ambito di Formazione in Luce 2025, ha promosso lo scorso novembre un convegno sull’Illuminazione delle opere d’arte, degli allestimenti museali e delle chiese. L’illuminazione dei beni culturali, delle opere d’arte e degli allestimenti museali rappresenta uno dei campi più complessi e stimolanti dell’illuminotecnica. Non si tratta solo di “illuminare”, ma di trovare un delicato equilibrio strategico tra l’esigenza primaria di conservazione del patrimonio e la necessità di una corretta valorizzazione estetica e narrativa per il pubblico.
Una progettazione corretta in ambito museale deve partire dall’osservanza di standard e vincoli conservativi rigorosi. Il rischio di degradare i materiali esposti a causa di fonti luminose non idonee è purtroppo reale.
I professionisti del settore devono conoscere e applicare:
Andando oltre la mera conformità, la luce deve servire la narrazione. La metodologia di progetto richiede una conoscenza approfondita del manufatto (storica, artistica, morfologica) in relazione al suo contesto, anche ambientale o urbano. La luce, infatti, diventa uno strumento essenziale per lo storytelling, affiancandosi alle tecnologie digitali per raccontare la storia dell’opera, dalla sua ideazione al suo utilizzo attuale. Questo approccio si manifesta in interventi complessi, dove la luce è un elemento dinamico, da progettare in relazione a diversi scenari.
Esempi come la Cappella Sistina e la Basilica di S. Francesco di Assisi (che rappresentano l’arte pittorica del XV-XVI e XIII-XIV secolo rispettivamente) dimostrano come la luce debba essere progettata per le esigenze di fruizione legate a funzioni diverse da quella strettamente museale.
La capacità di creare “scenari diversi” e di controllare con precisione i flussi luminosi è il punto di contatto ideale tra le esigenze del patrimonio culturale e le potenzialità di Smart Lighting.
L’adozione di sistemi di illuminazione intelligenti offre benefici cruciali:
L’integrazione di queste tecnologie avanzate è già in corso nei progetti più recenti, come la Chiesa di San Luigi dei Francesi e la Chiesa del Gesù a Roma, realizzati in vista del Giubileo del 2025, confermando che il futuro dell’illuminazione per i beni culturali è connesso, dinamico e informato.
Per i professionisti del settore, è indispensabile formarsi su questi standard e sulle metodologie più avanzate per affrontare le sfide di un campo che richiede massima competenza e responsabilità.